domenica 26 settembre 2010

La Latitanza sai...

... È come il vento...

No, scherzi a parte, sono colpevole, lo ammetto. Il periodo è stato denso di novità, cambiamenti, aggiustamenti e via discorrendo.

Prima di tutto: Amo' sembra che abbia finalmente trovato lavoro. Durerà? Speriamo.
Poveretto, esce di casa la mattina alle 6.30 e ci torna spesso e volentieri alle 21.00, ma, come si dice, al momento questo passa il convento.
Da qui la stanchezza.

Però, rovescio della medaglia, è pure un periodo che gli girano vorticosamente le balle h24.
Scommetto che se lo mettessi in acqua a Ostia, dopo poche ore lo troverei in Sardegna ☺
Ci rido sù, ma mi amareggia molto, la situazione. Mah, vedremo.

Il Vandalo, in compenso, ha scoperto le scalate. Ormai non c'è una sola sedia di casa su cui non si arrampichi almeno 3 volte al giorno. Ormai è totalmente incontenibile. Ma lo preferisco così, piuttosto che abulico e svogliato. Inoltre, da qualche giorno, ha iniziato anche a rivalutare i suoi giocattoli. Meglio tardi che mai.
Sono stata cazziata dalla pediatra perchè è magrolino (secondo me sta pensando di chiamare i servizi sociali, con l'idea che io affami mio figlio); pesa solo 11 Kg, a fronte di una statura di 80 e passa cm. Ho provato a spiegarle che mangia come un lupo e per di più è il moto perpetuo, quindi brucia parecchio, ma sembra che ci creda pochino.
Che poi, basterebbe guardare il padre, che è secco allampanato.
Tra l'altro, con tutti i bambini cicciottoni che ci sono in giro, preferisco di gran lunga che sia magrolino, visto che, causa metabolismo bavoso, io combatto col peso da una vita. Umpf!


Continua a parlare strettamente Dieghese, ma in compenso mi tempesta di domande su come si chiamino i vari oggetti. Indica con aria interrogativa. Io illustro. Dopo un paio di volte si ritiene soddisfatto e passa a domandare qualcos'altro. Naturalmente sempre in Dieghese.


Unico neo. È tornato a svegliarsi durante la notte. Credo che sia perchè sente freddo. Hai voglia a cercare di fargli capire che basterebbe non scalciare via le coperte. Urge acquisto di sacco nanna nuovo, il prima possibile. Per tornare ad avere il possesso del mio letto.


Sempre restando in tema di peso, soddisfazione! Ho perso 16 Kg e sembra che continui a scendere... URRÀ ☺
Dulcis in fundo. Sono in attesa di un colloquio per il parco tematico che aprirà qui ad aprile.


Incrociamo le dita. Anzi, se potete incrociatele pure voi, va'! ☺
 

lunedì 6 settembre 2010

(He's a) Maniac

PREMESSA: Chi di noi è stato bambino oppure adolescente negli anni '80 non può non ricordare questo film: le vicende socio-amorose-sentimentali di un'aspirante ballerina, che per campare fa la saldatrice in fabbrica. Si innamora del capo, che le fa avere un provino. Lei si incazza, perchè sotto sotto ha strizza di non riuscire, litigano. Poi l'improvviso decesso della sua anziana amica (ex ballerina, ovviamente) la spinge a tentare. Fa il provino, passa la selezione e trova l'amato ad attenderla fuori dalla scuola, assieme al (bellissimo) cagnone. Il film si chiude con un abbraccio appassionato sulle note di "What a Feeling". 
Ammettiamolo, la trama era un po' fiacca, nonostante il tentativo di entrare nella psicologia dei personaggi, nelle paure, nei desideri.
Ma la colonna sonora, ah beh, quella ha fatto storia.


Ora, immaginate la scena. 


Il Biscottino in cameretta, davanti al pc. La MammaFulminata, dopo averlo sollazzato con "Mamma che buon profumino" e "Volta la Carta" (Fabrizio De Andrè) tenta un esperimento e gli piazza una nuova canzone. Michael Sembello.


Il Biscottino ascolta le prime battute (quelle solo di batteria elettronica) con interesse, come a prendere le misure al tempo della canzone. Poi, con l'ingresso della tastiera.... Inizia a pestare i piedi in terra a tempo, come a correre sul posto. Saranno stati gli occhioni scuri, saranno stati i ricciolini che ha dietro la testa, ma giuro che per un attimo mi son vista davanti Jennifer Beals ☺


E se qualcuno non ha presente la scena... Guardatevela qui

mercoledì 1 settembre 2010

Le antimamma

Prendo spunto da un commento di un troll su nonsolomamma per una riflessione sulle antimamma. Le antimamma, per capirsi, sono quelle donne a cui vengono immediati crampi alle viscere e forse anche qualche attacco di squaraus al solo pensiero di procreare.

Nella mia vita ho conosciuto antimamme di diverse categorie. 

(In questa lista, ovviamente, non elenco le donne che, per natura o per destino, non hanno potuto esaudire il desiderio di maternità. Spesso e volentieri sono persone dolcissime che, nonostante le sfighe della vita, non riversano la loro frustrazione sugli altri. E non lo dico solo perchè fino a marzo 2009 facevo parte della categoria ☺)

Alla prima appartengono donne di cui ho grande stima: le coerenti con se stesse. Le CCSS sono donne che non sentono assolutamente l'istinto materno, che non hanno desiderio di riprodursi, di solito con un compagno che condivide la loro idea. Queste donne hanno una vita piena, soddisfacente, con tanti altri affetti, e, soprattutto, non si svegliano a 50 anni ripensandoci. Oltretutto, il più delle volte, queste nonmamme amano comunque i bambini altrui e non ti squadrano con disprezzo se esci perennemente in tuta e non sai neanche più cosa sia un parrucchiere. 

Un'altra categoria è quella delle "in fondo, domani è un altro giorno". Continuano a posticipare la maternità (neanche tanto sentita, in fondo) perchè hanno sempre qualcosa di più impellente: i lanci col paracadute, il salto dell'alligatore nelle paludi in Florida, la scalata del monte emmenthal in Svizzera. Una categoria sulla quale resto neutrale, perchè anche loro, di norma, non ti rompono le balle, prese come sono dalle loro mille avventure.

Terza categoria: le molto prese da se stesse. Queste donne sono totalmente assorbite dalla propria immagine, dal proprio corpo, dal proprio apparire. Sono quelle che al solo pensiero di perdere la linea si contorcono come se fossero possedute da uno squadrone di demoni danzatori di tarantella. Che passano ore ed ore a sfinirsi in palestra, che mangiano come canarini e che si sfondano di sole d'estate e di lampada in inverno. L'idea che le tette possano scendere un tantino con l'allattamento le deprime totalmente. Di solito, con l'avanzare dell'età, si dividono in due sottogruppi: quelle che iniziano i pellegrinaggi dal chirurgo estetico (perchè tanto, con l'età, le tette scendono lo stesso, hai voglia ad andare in palestra!) e quelle che, pentite della loro scelta, iniziano i pellegrinaggi dagli specialisti della fertilità. Per poi tornare, se riescono a sfornare il piccolo, a sfondarsi di palestra, lampada, sole e, già che ci sono, finire anche loro dal chirurgo estetico. Una categoria che, a conti fatti, mi lascia piuttosto indifferente.


In ultimo ci sono loro. Quelle che mi fanno venire l'orticaria, che mi fanno grattare peggio di uno sciame di zanzare - tigre. Quelle acidelle - snob.
Le acidelle snob, anche loro, suddivise in due sotto - categorie.
Della prima fanno parte quelle accoppiate, che scelgono per motivi loro di non fare figli, ma che in ogni caso ne sanno sempre più di te. Di come si cambiano i pannolini, di come si gestiscono i dentini, ma, soprattutto, sull'educazione dei figli. Di solito hanno un istinto vagamente hitleriano con forti accenti di Nietzische. Non di rado, cambiano idea e cercano di allevare dei piccoli superuomini o superdonne. Solitamente generando degli infelici, che non hanno mai razzolato in cortile perchè a due anni le genitrici li stavano istruendo per l'università.
Seconda sotto - categoria: quelle acide e stronze e basta. Odiano i bambini e tutto ciò che li riguarda. Ritengono delle idiote coloro che preferiscono farsi delle grasse risate parlando delle (dis)avventure dei figli, piuttosto che partecipare a qualche interessante meeting aziendale. Sono quelle che ti guardano schifate se non hai tempo (né voglia) di dedicare al make up la stessa cura di una volta. Hanno la casa piena di ninnoli di vetro di murano e criticano il disordine di casa tua.
Soprattutto, una volta che sei diventata mamma, per loro resti solo una mamma (cioè, l'idiota di cui sopra): non sei più una persona, una donna, un'amica e via discorrendo. No, sei "solo" una mamma. Tuo figlio è un essere inutile, inferiore, che sbava, rigurgita, ti costa un sacco di soldi, e - se non declama la Divina Commedia per intero a 3 anni - pure deficiente.
Queste donne, c'è da dirlo, di solito sono delle single per scelta. Altrui. Sono talmente acide, arroganti, spocchiose, che è difficile che qualcuno se le accatti.

Un consiglio? Se siete suscettibili agli umori altrui, evitatele come la peste. Vi farebbero dubitare delle vostre scelte per almeno 1 anno.
Però, se siete dotate di forte umorismo, frequentatele soprattutto quando siete un po' sfavate: vederle diventare color gorgonzola non appena raccontate loro di vostro figlio che non parla (ma in compenso si arrampica su tutte le sedie di casa) e, se potesse, dormirebbe assieme al cane sulla brandina è già un bello spettacolo. 
Ma, più di tutto, sapere che criticare, schifare, mortificare gli altri non è altro che una sorta di consolazione, vi farà sentire molto bene.


Poco caritatevole? Forse. Ma ogni tanto anche noi, che siamo "solo" delle madri idiote ci possiamo togliere qualche soddisfazione, no?