sabato 14 agosto 2010

Riunioni di famiglia

Ci risiamo.
L' abbiamo sfangata per diverso tempo (dal battesimo del nipote, se non ricordo male), ma domani ci tocca. 
Pranzo di Ferragosto.

Un avvenimento di cui farei volentieri a meno. 


Intendiamoci, non è che abbia attriti con il parentado di Amo', anzi. E neppure con le famiglie delle cognate. 


Solo. Che. Sono. Troppi.

Di norma, in questi contesti, possiamo contare: noi tre; i genitori di Amo';  i due fratelli di Amo', con annessi: una fidanzata + una mamma (+, facoltativamente, anche due sorelle), una moglie + due figli (di cui uno di 3 anni e mezzo che affogherebbe il Biscottino senza rimpianto alcuno) + una mamma + una nonna + uno zio con moglie. Quando va bene, sono 16 persone. Direte voi, "E che sono mai, sedici persone?". Eh. Mica tanto. Specialmente quando si va a pranzo fuori.

Sarà che con l'età (e la maternità) sono diventata un po' più "intimistica", ma a me tutta sta gente insieme urta i nervi. Diventa un guazzabuglio dispersivo, non si possono mai scambiare più di tre parole con ciascun convitato, si finisce per parlare delle solite stronzate (e scusate il francesismo). Anche perchè se si toccano certi argomenti (tipo la politica) la Fulminata deve fare orecchie da mercante, altrimenti si finirebbe a discutere ferocemente.
Meglio evitare.


E poi, naturalmente, c'è un altro aspetto da tenere in considerazione. I famosi "buoni consigli". Non c'è una madre al mondo che non se li sia dovuti sciroppare, almeno una volta nella vita.
Di solito si inizia con le domande: "Ma non cammina? E come mai non cammina ancora? Ma gliele metti le scarpine in casa per farlo camminare?". Qui si parla di marzo, più o meno al tempo del primo compleanno del Biscottino. Invariabilmente le risposte erano: "No, non cammina, non so perchè, evidentemente non gli va, no, non gli metto le scarpe è meglio che stia a piedi nudi."


Ora, so già che mi toccherà il supplizio del parlare: "Ma non parla? E come mai non parla ancora? Ma come, il cuginetto alla sua età già parlottava". 
MASTICA...!!!!


Che poi, non è che Diego non parli. Solo che parla il Dieghese. Io lo capisco benissimo. Il padre meno, ma si sa che le mamme sono istintivamente bilingue.

E poi, detesto i paragoni. Il cuginetto alla sua età già diceva mamma, papà e altre cose? Bene, buon per lui. Però il Biscottino, in compenso, mette a posto da solo i suoi giochi, mangia di tutto (anche la pasta con i moscardini, piselli e pomodorini), non solo patatine fritte e parmigiano, ed è di buon carattere. Sta con tutti, adulti e bambini. Si diverte con niente, anche un cestino di mollette da bucato. Ha un orecchio straordinario per la musica ed ha un eccellente senso del tempo. Insomma, è un bimbo che ha i suoi tempi e le sue attitudini. E poi, come ho già detto, ride sempre.
Ringraziando il cielo, non nasciamo tutti uguali.

Pensatemi, domani, perchè proprio non ne ho voglia!

PS: Il Biscottino è un anfibio: l'abbiamo portato in piscina e per tirarlo fuori dall'acqua è stata necessaria una gru =)











2 commenti:

  1. Il tuo Biscottino è proprio bello!!!
    Spero che tu sia sopravvissuta al pranzo di ferragosto! Li detesto anche io questi pranzi che sono proprio pari pari a ciò che hai descritto tu!

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  2. Il Biscottino ringrazia per i complimenti (E mamma' si gonfia come un tacchino, hahaha!)...
    Per fortuna il pranzo è andato meno peggio di quanto temessi, anche se il costo è stato ignobile: per fortuna non pagavamo noi! =)

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