giovedì 1 luglio 2010

Riflessioni

Ieri, così come il giorno prima, quello prima ancora e via discorrendo, ho trascorso la solita ora a vagliare attentamente gli annunci di offerte di lavoro. Sono arrivata ad una conclusione: sono Vecchia. Il maiuscolo non è casuale. Serve proprio a rafforzare il concetto.
Nel mondo del lavoro, specialmente di un certo tipo, non c'è posto per una donna di 35 anni.
Ho sempre lavorato a contatto col pubblico, ho iniziato che avevo 14 anni. Ero in vacanza da mio padre, a Londra, e lui mi lanciò (quasi letteralmente) dietro il bancone del bar.
Da adolescente sacramentai per questa sua scelta, ma passato qualche anno mi sono resa conto di quanto mi sia stato utile. Ho, come si diceva una volta, imparato un mestiere. 
Tant'è che ho continuato a farlo, intervallandolo con altre professioni. 
Sono sempre stata una alla mano, mi sono adattata a fare quello che trovavo. Sono stata barista, cameriera, baby sitter fissa, ma anche fotografa di fiducia per un paio di gruppi, segretaria, ho lavorato al punto di accoglienza turistica in Valle d'Aosta. Recentemente, data la crisi e visto che rischiamo di finire sfrattati da un giorno all'altro, ho fatto anche l'aiuto cuoca, sostituendo per qualche settimana la titolare del posto.

Eppure, tutta l'esperienza che ho, non conta molto davanti all'anagrafe. C'è un bar, qui vicino, che ogni due mesi rimette l'annuncio per la ricerca di personale. Amo', che consoce i titolari, è andato a parlarci, facendo presente che avevo mandato loro il CV. Gli hanno risposto che l'avrebbero considerato, ma che cmq cercavano una giovane, per via del contratto.
Evviva.
Alla faccia di chi dice che la vita inizia a 40 anni.


Poi, ho scoperto anche un'altra cosa. No, in realtà non l'ho scoperta, ma è stata una conferma. Sono diventata un cofano abbozzato. Almeno, secondo i canoni di tendenza. Il mio sederone, le mie cosciottone, sono un limite invalicabile, un muro oltre il quale è impossibile andare. 
Che fine hanno fatto l'esperienza, la preparazione, l'educazione, il saper trattare con i clienti?In 20 anni che lavoro è successo solo una volta che abbia mandato (tra l'altro educatamente) a stendere un signore, che di sabato sera, col bar strapieno, mi ha cambiato 6 volte l'ordinazione per un tavolo di 10 persone.

Ci sono momenti, come stamattina, in cui lo scoramento mi assale.

E mi domando: è possibile che per lavorare ci sia bisogno di essere delle sgnacchere?

Soprattutto, domando ai signori uomini: è meglio un caffè schifido, tipo brodo (ma senza tortelli), servito da una pischelletta sgnacchera oppure un buon caffè, un cappuccino bello cremoso, servito da una donna normale?

Meno male che il Biscottino è maschietto. Ed è anche belloccio. Se non si guasta col crescere, con un po' di fortuna, potrebbe anche fare il cameriere.

2 commenti:

  1. Certo, ma solo fino a 18 anni perché poi passerebbe da Biscottino a Pane Raffermo, anche se è un uomo e non una donna... :-(

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  2. Che bello! Il primo commento =)
    Dici che anche i maschietti son destinati a fare la stessa fine?

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