venerdì 30 luglio 2010

Stanotte ho sognato....

Premessa: oggi poco humor, nel mio post, piuttosto riflessioni semi serie. Passatemela, è uno di quei giorni che mi sono svegliata col Blues.


Sarà stata colpa di Biancaneve (ieri sera ero sola, quindi cinema impegnato), saranno stati i 36 che iniziano a farsi sentire (mentre scrivo calcolo che sono nata tra mezz'ora) oppure il fatto che ieri il Biscottino, pur essendo stato un terremoto tutto il giorno, tutto sommato non mi ha fatto troppo sclerare. 
Stanotte ho sognato un altro Biscottino. Che somigliava in maniera inquietante a mio nipote A. Però era mio. I dettagli del sogno sono confusi, ricordo solo che lo allattavo (senza impazzire come è successo col Biscottino) e che nel sogno c'erano sia Amo' che la mia amica del cuore.
Diego, bisogna precisarlo, non è stato esattamente un arrivo preventivato. È stato da me fortemente voluto, quando ho saputo che c'era, ma non cercato in partenza. 
Ecco, oggi che compio 36 anni il mio più grande desiderio è avere un altro bambino. Magari stavolta coscientemente.
Possibilmente prima che le forze mi abbandonino definitivamente. 
La bestia (leggi SFM, SindromeFibroMialgica) per il momento sembrerebbe darmi tregua. Si accentua molto sotto stress, ma per il momento non sono ancora "masticata" dai dolori come mi è successo un paio di anni fa, prima del fatidico 26 giugno.
Magari anche prima di farmi l'intervento allo stomaco per l'ernia iatale, visto che una gravidanza rischierebbe di mandare a tarallucci e vino tutto il lavoro.

Insomma, sì, la Voglia di Bis - Maternità da qualche tempo è davvero forte. Così mi soffermo a pensare a questo pesciolino che ancora non c'è (e chissà se ci sarà mai) ed immaginarlo assieme al Biscottino. Chissà se avrebbe il suo stesso carattere? Chissà se la notte dormirebbe tutto di filato come lui, oppure mi farebbe impazzire? Chissà se anche lui mi verrebbe incontro a bocca spalancata per darmi la sua versione personale di un bacio?

Così, penso al Biscottino, a quanti progressi ha fatto, in 16 mesi e mezzo; il Biscottino che è il moto perpetuo, ma è dolcissimo. Che è cocciuto come un mulo, ma spiritoso. Sì, è spiritoso. A modo suo, ovvio, ma è spesso buffissimo e sospetto che lo faccia anche di proposito.
E poi ride. Ah, viva il cielo, ride sempre, o quasi. Di gusto. Ride quando Isottona lo fa cadere e gli fa lo shampoo, ride quando mi tira giù tutti i dvd dalla mensola, ride quando la gatta scappa terrorizzata perchè lui (soprannominato anche Attila) ha appena tentato di depilarla a mano.
Ripenso a quei 3,640 di peso, a quelle manine grandi per un neonato ma comunque piccole piccole, e guardo ora quelle mani capaci di tante cose: di tenere in mano una posata, di mettere in pila i cubi, di mangiare, di rifilare manate 'ndo cojo cojo e sì, anche di fare le carezze alla mamma dicendo "Caa - a" (che immagino sia la sua espressione di "cara").
Ripenso a quell'esserino minuscolo, che si attaccava al seno come un piranha (salvo poi addormentarsi dopo TRE minuti, ecco perchè scleravo) e lo guardo adesso, che si mangia un intero piatto di pennette al salmone (un pescivoro, mio figlio) e due pere.
Quel fagottino che era perennemente attaccato al mio bracco sinistro e che adesso corre per tutta casa e sbatte ogni due per tre, perchè è distratto come il padre ed imbranato come la madre.
Quel cosino urlante che ancora non parla (manco a parlarne, scusate il gioco di parole) ma che si fa capire bene quando vuole, come direbbe Vasco.
A volte è una fatica enorme, ma sì, ne vale la pena. Perchè poter godere di questo esserino che si evolve, che diventa grande, che un giorno sarà un uomo, mi da una gioia senza pari.

Quindi, oggi che è il mio giorno, vorrei che il Gran Capo lassù ascoltasse i desideri di una mamma: non chiedo molto, soltanto un lavoro più o meno stabile per il papà del mio Biscottino. Niente di trascendentale, basta che ci paghiamo l'affitto e le bollette. Non abbiamo bisogno di molto, tante cose le faccio io in casa. Solo un lavoro. Così magari, mettiamo in cantiere un altro Biscottino.

".... I know how busy you must be, 
       But hey, God,
       Do you ever think about me?"
                              (J.Bon Jovi, R.Sambora)

PS: sono nata da quasi un quarto d'ora... Tanti auguri a meeeeee!

domenica 18 luglio 2010

16 Mesi

Ci siamo. Un altro traguardo. 16 mesi fa, a quest'ora, ero in ospedale, ad insultare mentalmente l'infermiera che mi martoriava permanentemente un braccio. Ed alla fine, voilà, ecco qui questo cosino urlante.
Sono tre le cose che ricordo più distintamente del momento in cui è nato Diego: per prima cosa ho detto "Non ci credo, l'ho fatto io". Poi, quando me lo hanno appoggiato sul petto, lì per lì ho pensato di non essere innamorata pazza di mio figlio, come tante donne dicono che sia successo a loro. Però. Poi.
L'ho salutato. Lui urlava con quanto fiato aveva in gola, tremendamente seccato per essere stato tolto dal suo posticino al calduccio. Gli ho detto "Ciao". Proprio così, solo ciao. E Diego (che secondo me aveva già capito come prendere la mamma) si è girato verso il suono della mia voce. Mi ha guardata, piccolo Nano con ridotto campo visivo. E mi ha SORRISO. Una cosa che qualunque pediatra vi dirà che è un riflesso, non è una cosa volontaria. Sarà. Ma mi ha sorriso. Ed ha smesso istantaneamente di piangere. Se ci ripenso adesso viene da piangere a me.

Ora, sono passati 16 mesi. Per certi versi, sembra tanto più grande della sua età. Non tanto nei comportamenti o nel parlare (ancora adesso, già tirare fuori "mamma" è grasso che cola), quanto in quella curiosità, quell'indipendenza, quell'interesse per le cose del mondo che contraddistingue bambini più in là con l'età. Sa essere ostinato come un mulo, il mio Biscottino, ed è un terremoto, tanto che arriviamo a sera sfiancati: io, dal doverlo sorvegliare vita natural durante, lui dal suo continuo esplorare, girovagare, cercare di capire il perchè delle cose. A sera crolliamo, tutti e due.
Ma dal momento che lui, comunque, crolla prima di me, mi soffermo un po' a guardarlo mentre dorme. In quei momenti, addormentato nel suo lettino, il Nano riacquista tutta la sua natura di bimbo indifeso. In quei momenti l'amore per mio figlio mi travolge. Sono ondate di amore talmente forti, talmente profonde, che mi sembra quasi di annegarci dentro.
L'amore per lui non è stato istantaneo, immediato, come per altre mamme. I primi giorni sono stati strani, tutti presi com'eravamo da quest'altalena di emozioni a volte anche contrastanti tra loro, il regolarsi sui suoi ritmi, l'abituarsi a questa nuova realtà. Non è stata neanche una folgorazione. L'istinto di protezione, quello sì, è stato istantaneo, ma l'amare il Biscottino è stata una cosa cresciuta giorno per giorno, un pannolino alla volta.
Adesso è lì. Un sentimento che si è talmente radicato nel mio essere che sembra ne abbia sempre fatto parte.
Perciò, buoni 16 mesi, amore mio. Spero che la tua vita sia sempre piena d'amore, di luce, di passioni. Spero che tu acquisisca il senso della giustizia e dell'uguaglianza tra le persone. Che tu cresca consapevole del bene e del male, che sceglierai sempre di fare la cosa giusta. Spero che tratterai le donne con rispetto e con gentilezza e spero di riuscire a non fare di te un uomo superficiale. Posso darti solo tutto il mio amore, cercare di trasmetterti quei valori in cui ancora credo e sperare che tutto vada per il meglio.

Amare, sperare.

mercoledì 14 luglio 2010

Quell'inquietante silenzio...

Ieri mattina la MammaFulminata si è presa addirittura il lusso di andare a fare plinplin senza spettatori, approfittando del fatto che 1) il Biscottino era tutto preso dai Teletubbies e 2) Isottona la bulldogga stava ancora russando placida sulla brandina.
Uno di quei momenti di rara beatitudine e tranquillità.
Il pargolo era stato momentaneamente lasciato "incustodito" sul seggiolone. 
Naturalmente legato come un salame, memore di un paio di tentativi di fuga.

La MammaFulminata, in bagno, procede a darsi una lavata.
Il Biscottino ancora non spiccica parola, ma è comunque un tipo ciarliero. Specialmente al mattino è tutto un Dede, Baba, Iaiaia, risatine e via dicendo.
"E pooooi silenzi", cantava Renato Zero.
Avete presente "quei" silenzi?
Quelli che teoricamente sembrano normali, ma quando si ha un nano in casa si sa benissimo che sono forieri di mille cataclismi? Ecco.
Poi, si sente uno strano rumore. Tak, Tak, Tak.
Come se qualcuno stesse mescolando il caffè. Rumore di tazza, precursore di rumore di cocci.

Immaginate ora la MammaFulminata che si PRECIPITA fuori dal bagno senza neppure asciugarsi il muso e si affaccia alla porta del salone. E trova il Biscottino (anche detto il Vandalo) seduto comodamente sul vassoio del seggiolone, che si è allegramente rovesciato addosso il contenuto di una zuccheriera (ovviamente appena riempita) e sta saggiando la resistenza del coperchio contro lo spigolo del tavolo. In un nano-secondo la MammaFulminata guadagna la pole position, agguanta il Vandalo e lo porta di peso sotto la doccia (ha zucchero anche tra i capelli) prima che decida ANCHE di provare a volare.
Lui, per tutta risposta, prima ride beato, improvvisando uno scrub allo zucchero su una pelle ancora perfetta (la sua), poi, rendendosi conto che sta per essere ripulito, protesta indignato per i biechi tentativi di sua madre di frustrare i suoi esperimenti.

Dopo aver eliminato tutto l'appiccicume, la MammaFulminata provvede a dare una pulita al seggiolone, sacramentando contro lo zucchero e contro se stessa, immaginando di aver allacciato male le cinghe del seggiolone (permettendo così la fuga dell'Impavido Biscottino), con i sensi di colpa che possono venire solo ad una madre.
E invece no. Cinghie allacciate, ed anche ben strette.

Mi sa che mio figlio è la reincarnazione di Houdini.

giovedì 1 luglio 2010

Riflessioni

Ieri, così come il giorno prima, quello prima ancora e via discorrendo, ho trascorso la solita ora a vagliare attentamente gli annunci di offerte di lavoro. Sono arrivata ad una conclusione: sono Vecchia. Il maiuscolo non è casuale. Serve proprio a rafforzare il concetto.
Nel mondo del lavoro, specialmente di un certo tipo, non c'è posto per una donna di 35 anni.
Ho sempre lavorato a contatto col pubblico, ho iniziato che avevo 14 anni. Ero in vacanza da mio padre, a Londra, e lui mi lanciò (quasi letteralmente) dietro il bancone del bar.
Da adolescente sacramentai per questa sua scelta, ma passato qualche anno mi sono resa conto di quanto mi sia stato utile. Ho, come si diceva una volta, imparato un mestiere. 
Tant'è che ho continuato a farlo, intervallandolo con altre professioni. 
Sono sempre stata una alla mano, mi sono adattata a fare quello che trovavo. Sono stata barista, cameriera, baby sitter fissa, ma anche fotografa di fiducia per un paio di gruppi, segretaria, ho lavorato al punto di accoglienza turistica in Valle d'Aosta. Recentemente, data la crisi e visto che rischiamo di finire sfrattati da un giorno all'altro, ho fatto anche l'aiuto cuoca, sostituendo per qualche settimana la titolare del posto.

Eppure, tutta l'esperienza che ho, non conta molto davanti all'anagrafe. C'è un bar, qui vicino, che ogni due mesi rimette l'annuncio per la ricerca di personale. Amo', che consoce i titolari, è andato a parlarci, facendo presente che avevo mandato loro il CV. Gli hanno risposto che l'avrebbero considerato, ma che cmq cercavano una giovane, per via del contratto.
Evviva.
Alla faccia di chi dice che la vita inizia a 40 anni.


Poi, ho scoperto anche un'altra cosa. No, in realtà non l'ho scoperta, ma è stata una conferma. Sono diventata un cofano abbozzato. Almeno, secondo i canoni di tendenza. Il mio sederone, le mie cosciottone, sono un limite invalicabile, un muro oltre il quale è impossibile andare. 
Che fine hanno fatto l'esperienza, la preparazione, l'educazione, il saper trattare con i clienti?In 20 anni che lavoro è successo solo una volta che abbia mandato (tra l'altro educatamente) a stendere un signore, che di sabato sera, col bar strapieno, mi ha cambiato 6 volte l'ordinazione per un tavolo di 10 persone.

Ci sono momenti, come stamattina, in cui lo scoramento mi assale.

E mi domando: è possibile che per lavorare ci sia bisogno di essere delle sgnacchere?

Soprattutto, domando ai signori uomini: è meglio un caffè schifido, tipo brodo (ma senza tortelli), servito da una pischelletta sgnacchera oppure un buon caffè, un cappuccino bello cremoso, servito da una donna normale?

Meno male che il Biscottino è maschietto. Ed è anche belloccio. Se non si guasta col crescere, con un po' di fortuna, potrebbe anche fare il cameriere.